Presentata a Milano, nell’auditorium Ferrero dell’Università Bocconi, la nuova edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026 attesi oltre 600.000 visitatori tra Langhe, Roero e Monferrato.
Alba si prepara a un altro autunno da protagonista assoluta della scena enogastronomica mondiale. La 96ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, è stata presentata questa mattina a Milano, nell’auditorium Ferrero dell’Università Bocconi, davanti a una platea di giornalisti, operatori del settore e rappresentanti istituzionali. Il tema scelto per quest’anno, “Autentiche Relazioni”, racconta la filosofia che da quasi un secolo tiene insieme la manifestazione: un intreccio di legami tra uomo, territorio, tradizione e comunità che ruota attorno a un protagonista tanto raro quanto fragile, il Tuber magnatum Picco.
Un tema che nasce dalla storia
A moderare l’incontro, la giornalista Francesca Romana Barberini. Sul palco si sono alternati Magda Antonioli, docente di Economia e Politica del Turismo alla Bocconi, Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera di Alba, Cristina Bergonzo dell’Osservatorio Turistico Regionale di Visit Piemonte, Guido Guerzoni, docente di Gestione del Patrimonio Culturale alla Bocconi, e Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti, che ha collocato il claim di quest’anno dentro una lettura più ampia del presente: in un mondo scosso da tensioni internazionali e trasformazioni rapide, ha sottolineato, il valore più solido resta quello delle relazioni costruite nel tempo — con il territorio, le istituzioni, i trifolao, le imprese. Non è un caso, ha aggiunto, che la presentazione si tenga in un auditorium intitolato a Michele Ferrero, altro simbolo di un legame autentico e duraturo tra un’impresa e il proprio territorio.
Sulla stessa linea si sono mossi il sindaco di Alba Alberto Gatto e la vicesindaca con delega a Turismo e Cultura Caterina Pasini, che hanno letto il claim “Relazioni autentiche” attraverso tre chiavi: il rapporto tra il trifolao e il suo cane, fondato su fiducia reciproca; quello tra il tartufo e l’ambiente che lo genera; e quello, rinnovato ogni anno, tra la Fiera e la città. Un ruolo centrale, hanno ricordato, spetta anche ai borghi, custodi dell’identità locale e insieme porta d’accesso ai flussi internazionali che la manifestazione intercetta.
Dalla Regione Piemonte sono intervenuti il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Tartuficoltura Marco Gallo e l’assessore a Commercio, Agricoltura e Turismo Paolo Bongioanni, che hanno evidenziato il peso economico generato ogni anno dalla filiera del tartufo per ricettività, ristorazione e indotto agroalimentare, richiamando gli investimenti regionali nella tutela del patrimonio tartufigeno e in progetti come Tuber Next Gen.

I numeri di una macchina enogastronomica mondiale
Al netto delle dichiarazioni istituzionali, a raccontare la dimensione della manifestazione sono soprattutto i numeri. Nel periodo della Fiera, le colline di Langhe, Monferrato e Roero richiamano mediamente oltre 600.000 visitatori, mentre il programma enogastronomico coinvolge oltre 40 chef italiani e internazionali, molti dei quali insigniti di stella Michelin. Solo lo scorso anno le attività dedicate al pubblico — dai cooking show ai pranzi al Castello di Roddi, dalle Cene Insolite agli Atelier della Pasta Fresca — hanno superato le 3.500 presenze, il 70% delle quali arrivate dall’estero: un dato che certifica la vocazione sempre più internazionale dell’evento.
Le vendite dei biglietti per tutte le esperienze della 96ª edizione sono aperte dal 1° luglio sul sito ufficiale fieradeltartufo.org.
Il Capodanno del Tartufo apre la stagione
Come da tradizione, la manifestazione si apre con un rito simbolico prima ancora dell’inaugurazione ufficiale: il Capodanno del Tartufo, nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, segna l’avvio della cerca del Tuber magnatum Picco. Quest’anno l’appuntamento si intreccia con il festival Profondo Umano e prevede, nel tardo pomeriggio, l’apertura in anteprima del Palatartufo, della Sala Fenoglio, del Centro Nazionale Studi Tartufo e del MUDET. Al Teatro Sociale “G. Busca” interverrà la poetessa Tiziana Cera Rosco, mentre la serata si concluderà in piazza Ferrero con la sfilata dei trifolao e dei tabui fino a piazza Risorgimento, e un brindisi collettivo con un calice di Alta Langa DOCG.
Il Mercato Mondiale e la garanzia di qualità
Cuore pulsante della Fiera resta il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, allestito nel Cortile della Maddalena, quest’anno con una lounge rinnovata realizzata in collaborazione con i partner della manifestazione. Aperto ogni sabato e domenica dal 10 ottobre al 6 dicembre, il Mercato mette al centro la certificazione di qualità: ogni esemplare destinato alla vendita viene valutato dai Giudici di Analisi Sensoriale formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, attraverso osservazione, olfatto e valutazione tattile, a garanzia di un rapporto trasparente tra produttore e acquirente.
Folclore e identità: il racconto della città
Le settimane che precedono l’apertura ufficiale sono scandite da un calendario di eventi popolari che affondano le radici nella storia cittadina. Si parte il 5 settembre con la Bela Trifolera in piazza Michele Ferrero; il 19 settembre, in Sala Fenoglio, si tiene il Capitolo della Giostra con l’attribuzione del titolo di “Amico della Giostra” e la presentazione del Drappo del Palio. Il 26 settembre è la volta dell’Investitura del Podestà in piazza Duomo, mentre il weekend del 4 ottobre porta la grande sfilata in costume medievale e il celebre Palio degli Asini in piazza Cagnasso. Seguono il Baccanale dei Borghi (17-18 ottobre) e, il 25 ottobre, il Festival della Bandiera degli sbandieratori della Giostra delle Cento Torri.
Tra cucina, vino e alta formazione
Il programma gastronomico si sviluppa attorno alla Sala Beppe Fenoglio, sede dei Cooking Show con chef italiani e internazionali, accompagnati dai vini del Consorzio Alta Langa e dal servizio dei sommelier AIS Piemonte. Debutta quest’anno la collaborazione con Parmigiano Reggiano nei workshop del sabato, mentre torna, dal 21 novembre, il format “Tramonto gourmet: aperitivo di eccellenza”. Novità assoluta è la Vinum Alba Wine Tasting al Museo Eusebio, dedicata ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero.
Il progetto Truffle and Wine mette quest’anno la Rioja al centro del dialogo internazionale tra il tartufo e i grandi terroir vinicoli, dopo le tappe dedicate a Champagne, Borgogna, California, Etna e Alto Adige nelle edizioni precedenti. Tra gli appuntamenti di rilievo, il 23 ottobre torna l’Asta “Barolo en primeur” al Castello di Grinzane Cavour, mentre il 25 ottobre debutta al Teatro Sociale l’evento “Alta Langa Aperitivo · Magnum Première”, con la cucina firmata dallo chef stellato Paolo Griffa.
Al Castello di Roddi, il Taste Lab, realizzato con la Barolo & Castles Foundation, propone corsi di cucina, pranzi e la nuova esperienza “A tu per tu con lo Chef”, riservata a due partecipanti alla volta, con appuntamenti guidati dagli chef Davide Palluda e Matteo Baronetto.
Cultura, sostenibilità e riconoscimento internazionale
Il palinsesto culturale della Fiera si estende su nove settimane e comprende la XXVII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba dell’8 novembre, che dal 1999 ha raccolto oltre 7 milioni e 700 mila euro a scopo benefico, e la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, che il 17 ottobre vedrà lo scrittore Amitav Ghosh ricevere il riconoscimento speciale.
Sul fronte della sostenibilità, la Fiera rilancia i progetti Sostenibilità Incrociate e Dawn to Earth, quest’anno dedicato allo chef Antonio Guida, del ristorante Seta dell’Hotel Mandarin Oriental di Milano, fondatore insieme alla moglie Luciana Lombardi del fondo filantropico “Fiori Rari” per la ricerca sulle malattie genetiche rare.
A fare da cornice a tutto questo, il riconoscimento UNESCO che il territorio porta con sé su tre fronti: i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, Patrimonio dell’Umanità dal 2014; il titolo di Città Creativa UNESCO per la Gastronomia conferito ad Alba nel 2017; e l’iscrizione della Cerca e cavatura del tartufo in Italia nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, ottenuta nel 2021.
Anche i più piccoli hanno il loro spazio
Non manca un capitolo dedicato alle famiglie: fino al 22 novembre, ogni sabato e domenica, il Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” ospita Alba Truffle Bimbi, uno spazio pensato per stimolare creatività e manualità dei bambini attraverso giochi in legno e materiali naturali, senza gonfiabili né schermi.
Informazioni e biglietti: www.fieradeltartufo.org Hashtag ufficiale: #albatruffle
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