Boris Veliz firma “Siamo Energia”: il murale olimpico che trasforma Sesto San Giovanni verso Milano-Cortina 2026

Il murale “Siamo Energia” di Boris Veliz trasforma il sottopasso di via Garibaldi a Sesto San Giovanni in un manifesto urbano per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 tra sport, inclusione e memoria collettiva.

In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, anche lo spazio urbano diventa racconto, identità e visione del futuro. A Sesto San Giovanni prende forma “Siamo Energia”, il nuovo murale firmato dall’artista Boris Veliz, che sta trasformando il sottopasso di via Garibaldi in un grande manifesto visivo dedicato allo sport, alla partecipazione e ai valori condivisi.

L’opera, estesa su oltre 200 metri quadrati, rientra nel progetto comunale “Sesto nei Giochi” e accompagnerà la città verso un momento simbolico: il passaggio della Fiamma Olimpica, previsto per il 5 febbraio 2026 alle ore 8.30. Non un semplice intervento decorativo, ma un segno permanente nel paesaggio urbano.

Chi è Boris Veliz: tra radici latinoamericane e cultura europea

Boris Veliz è un artista italo-ecuadoriano che da anni vive e lavora a Milano. La sua arte nasce dall’incontro tra le radici latinoamericane e la cultura europea, un dialogo che attraversa murales, scenografie e progetti digitali.

Oltre a Milano, ha realizzato interventi urbani a Londra e Barcellona, portando avanti un’idea di arte come linguaggio universale capace di unire comunità diverse. Nel corso della sua carriera ha collaborato con brand internazionali come Campari, Roche e Ray-Ban, integrando lo stile dell’arte urbana con la comunicazione visiva senza perdere il legame con il sociale e il pedagogico.

Parallelamente, Veliz insegna Concept Art ed Environment Design all’Accademia ACME, credendo profondamente nel valore educativo, inclusivo e trasformativo della creatività.

“Siamo Energia”: sport, memoria e futuro urbano

Il murale “Siamo Energia” racconta Sesto San Giovanni attraverso un linguaggio visivo essenziale e monumentale. Sagome atletiche attraversano la parete evocando diverse discipline sportive:
basket, karate, ginnastica, hockey e atletica leggera.

Quest’ultima assume un valore particolare per la memoria collettiva della città, che conserva il ricordo di una storica vittoria nella marcia ai Giochi Olimpici di Atene. In questo modo, l’opera mette in relazione passato e presente, territorio e dimensione internazionale.

Il risultato è un racconto visivo che trasforma un luogo di passaggio in uno spazio identitario, capace di parlare tanto ai cittadini quanto ai visitatori che arriveranno per Milano-Cortina 2026.

La mano e la fiamma: simbolo di energia condivisa

Elemento centrale della composizione è una grande mano realistica che accoglie al suo interno una fiamma. È il cuore simbolico del murale: energia, continuità, trasmissione di valori.

La fiamma non rappresenta solo l’evento olimpico, ma anche il gesto quotidiano del passaggio: quello della torcia, e quello delle persone che ogni giorno attraversano il sottopasso.

«Ho immaginato questo muro come uno spazio in cui l’energia circola e si trasmette. La fiamma rappresenta valori, impegno e passione. La mano è un gesto semplice di accoglienza, capace di parlare a chiunque», spiega Boris Veliz.

Un’immagine che rende l’opera immediata, universale e profondamente umana.

Un progetto partecipato con i giovani

“Siamo Energia” non è solo un murale, ma anche un progetto educativo e sociale. Lungo la parete compaiono parole chiave come:

Resilienza, Speranza, Sacrificio, Inclusione.

Questi termini non sono decorativi: nascono da un laboratorio partecipato che ha coinvolto gli studenti del Liceo Artistico Enrico De Nicola – indirizzo Figurativo, invitati a riflettere sui valori dello sport e sul loro significato nel presente.

Il risultato è un’opera che unisce istituzioni, artisti e giovani, trasformando uno spazio urbano in un luogo di riconoscimento collettivo.

Un’eredità culturale per Milano-Cortina 2026

Con “Siamo Energia”, Sesto San Giovanni dimostra come le Olimpiadi possano essere non solo un grande evento sportivo, ma anche un’occasione di rigenerazione urbana, partecipazione e cultura condivisa.Il murale di Boris Veliz diventa così una eredità visiva permanente, capace di raccontare chi siamo oggi e il futuro che vogliamo costruire insieme: una città aperta, inclusiva, attraversata dall’energia dello sport e della creatività.

Articolo di Marian Gutierrez

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