Arriva a Milano la Mostra fotografica “Women for Women against Violence”, Violenza di genere e tumore al seno: donne unite nella lotta ai due nemici in 21 scatti di forza, resilienza e rinascita

La mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, approda oggi a Milano fino al 30 agosto 2026 negli spazi della Fabbrica del Vapore. L’esposizione è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno. “Women for Women against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Il progetto, frutto di un complesso lavoro dell’Associazione Consorzio Umanitas, dall’ideazione  al coinvolgimento di oltre 40 protagonisti delle storie, alla definizione delle coppie e dell’impianto narrativo, fino alsostenimento di tutti i costi produttivi,prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente della non profit, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà, che spiega: “Dieci anni fa avevo una storia  segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”.

“Come LILT, da sempre punto di riferimento della prevenzione oncologica, siamo al fianco di Donatella Gimigliano e della sua associazione dell’esordio perché condividiamo la missione di tutela della salute e del benessere delle donne – aggiunge Marco Alloisio, presidente di LILT Milano, che sottolinea – “In Italia, la sopravvivenza a cinque anni per il tumore al seno ha raggiunto l’88%: un traguardo straordinario che testimonia una guaribilità in costante crescita, ma sconfiggere clinicamente la malattia non basta se non si protegge la qualità della vita. Mi congratulo con tutte le donne che hanno scelto di testimoniare apertamente il proprio vissuto come modello di resilienza per tutte e come invito a non restare sole dopo la diagnosi”.

Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo riferimento conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia.

La scelta della Fabbrica del Vapore, nel cuore pulsante di Milano, città simbolo di innovazione, creatività e visione contemporanea, significa collocare questo progetto all’interno di uno dei luoghi più rappresentativi della scena culturale milanese, amplificandone il messaggio verso un pubblico eterogeneo e giovane. La mostra diventa così esperienza partecipativa capace di stimolare riflessioni profonde e generare connessioni tra cultura, prevenzione e responsabilità sociale. Intervengono alla presentazione, moderata da Mario CINELLI (Direttore IO Donna), Attilio FONTANA (Presidente Regione Lombardia – in attesa conferma), Tommaso SACCHI (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Elena LATTUADA (Delegata del Sindaco  per le Pari Opportunità di Genere), Marco ALLOISIO (Presidente LILT Milano), Valeria Bucchetti: ordinaria di “Design della comunicazione e Culture di genere” Politecnico di Milano, Chiara CORMANNI (delegata dal Presidente Camera di Commercio Milano, Carlo Sangalli). Le testimonial dell’esposizione: Benedetta RINALDI (giornalista, conduttrice, membro comitato femminile LILT), Fanny Cristina CAMPION (paziente oncologica metastatica), Filomena LAMBERTI (prima donna sfregiata con acido solforico in Italia), Nicolò MAJA con i nonni Ines e Giulio PIVETTA  (orfano del femminicidio, strage Samarate),  PINKY (Parvinder Aoulakh), data alle fiamme davanti a due figli minori, Antonietta TUCCILLO (in cura per un tumore ovarico cronico, stilista del crochet), Maria Antonietta ROSITANI (sopravvissuta a un femminicidio a Reggio Calabria). Women for Women against Violence supera il tradizionale concetto di esposizione fotografica e si presenta come un percorso culturale multidisciplinare, uno spazio di incontro tra linguaggi diversi nel quale fotografia, design e creatività dialogano tra loro per offrire al pubblico una riflessione più ampia e coinvolgente sui temi della violenza di genere, della malattia oncologica e della rinascita. Accanto ai ventuno ritratti fotografici, verranno ospitati infatti due importanti percorsi espositivi speciali. Il primo è “We Say Stop. 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne”, progetto del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, curato dalle professoresse Valeria Bucchetti e Francesca Casnati. Un percorso composto da novanta manifesti realizzati dagli studenti e sviluppati nell’ambito della ricerca universitaria, che raccontano come il design della comunicazione possa diventare un efficace strumento di prevenzione, sensibilizzazione e cambiamento culturale, dando voce alle molteplici forme della violenza di genere.  Il secondo è “Trame di speranza, intrecci di vita”, dedicato alle creazioni in crochetdi Antonietta Tuccillo, in cura per un tumore ovarico in fase cronica e che ha trasformato un’antica tecnica artigianale in un percorso di rinascita personale e creativa. Le sue opere raccontano come la fragilità possa diventare forza, restituendo valore al tempo, alla manualità e alla capacità di ricominciare. Per la prima volta fotografia, design della comunicazione e arte tessile si incontrano in un unico percorso espositivo, dimostrando come linguaggi diversi possano concorrere a costruire una nuova cultura del rispetto, della prevenzione e della rinascita. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Fabbrica di Vapore Comune di Milano, gode dell’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, e del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, Camera di Commercio di Milano, Lodi e Brianza, LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), Politecnico di Milano, e Fondazione Italia Giappone, con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, e della media partnership della RAI, Askanews e Milano World. Nel pomeriggio si terrà l’evento inaugurale della mostra condotto da Ilaria Capponi e Ludmilla Voronkina Bozzetti. Durante la serata verrà consegnato il “Women for Women against Violence – Milano Camomilla Award” (limited edition), premio realizzato dal Maestro Michele Affidato che s’ispira alle virtù terapeutiche del fiore della pianta, simbolo di solidarietà, a Simona VENTURA, Nina ZILLI, Massimo CIAMPA (Segretario Generale Mediafriends – Mediaset, in rappresentanza di Fedele Confalonieri), e agli agenti delleVolanti della Questura di Milano, Il Vice Ispettore Leonardo BORGHETTO, l’Assistente Danilo MIGIANI, l’agente Gabriella SANTONASTASO, protagonisti del salvataggio di una donna vittima di violenza di 24 anni che ha chiesto aiuto con il signal for help, che verranno premiati dal Questore di Milano, Bruno Megale, e a Mary Franzese, Vicepresidente di Women&Tech e owner di Neuroguard. Un momento speciale sarà il defilè di tutti i protagonisti della mostra presenti, alle quali si unirà anche Alessio Boni, con i capi a crochet di Antonietta Tuccillo. Special Guest Antonio MAGGIO, con “La faccia e il cuore” brano dedicato alla storia di Jessica Notaro scritto con Ermal Meta, JOIA B, che con “Un tempo per volare” racconta la sua esperienza con il tumore al seno, e il soprano internazionale Angela LOY WILLIAMS.

Associazione Consorzio Umanitas

Per info: consorzioumanitas@gmail.com – tel. + 39 328 7310171

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