22 e 23 novembre 2025 a Cinecittà World, Roma: la “Feria de la Chinita” porta fede, musica e tradizione

Roma si prepara ad accogliere ancora una volta una delle celebrazioni più amate dalla comunità venezuelana: la “Feria de la Chinita”, in onore della Madonna del Rosario di Chiquinquirá, patrona dello Stato Zulia del Venezuela. Questa festa, che unisce devozione, cultura e allegria, è diventata, dopo quattordici edizioni in Italia, un simbolo di identità, resilienza e unione per migliaia di venezuelani che vivono lontano dalla propria terra. 

Organizzata dall’Associazione Viva Venezuela in Italia, la Feria non è solo un evento folcloristico: è un atto di fede e d’amore verso le proprie radici, un modo per mantenere viva la connessione spirituale e culturale con il Venezuela. Celebrare in Italia, terra di profonda spiritualità, rende l’esperienza ancora più significativa, offrendo alla diaspora un vero e proprio “pezzo di casa”. 

Una tradizione che resiste

Negli anni, la Feria ha dovuto affrontare molte sfide: mantenere l’autenticità di una festa che, a Maracaibo, coinvolge migliaia di persone; garantire la sostenibilità economica di un evento che include artisti internazionali; e trasmettere la passione per questa tradizione ai figli dei migranti nati o cresciuti in Italia. 

Nonostante tutto, il risultato è straordinario: la tradizione è viva. Oggi la Feria de la Chinita in Italia è riconosciuta come una delle più grandi celebrazioni venezuelane d’Europa, un momento di incontro, orgoglio e appartenenza. 

L’anima della festa: la gaita zuliana

Il momento più atteso è senza dubbio l’esibizione dei leggendari Los Cardenales del Éxito, icone della gaita zuliana. La loro musica è il suono del Natale venezuelano, un richiamo potente alla terra d’origine. 

Brani come La Grey Zuliana o Reina Morena risvegliano emozioni profonde e fanno vibrare i cuori di chi, lontano, non ha mai dimenticato la propria casa. 

Portare in Italia un gruppo di tale livello richiede un enorme sforzo logistico — tra visti, viaggi intercontinentali, strumenti tipici come il cuatro, il furro e la tambora — ma la loro presenza testimonia la volontà degli organizzatori di offrire un evento autentico e di alto valore culturale.

Fede, cultura e sapori del Venezuela

La Feria non è solo musica, ma una festa per tutti i sensi: messa solenne in spagnolo, piccole processioni dedicate alla “Chinita”, gastronomia tipica con arepas, pastelitos, patacones e dolci tradizionali, artigianato e danze folkloristiche. 

Ogni elemento contribuisce a ricreare, anche solo per un giorno, la vivace atmosfera di Maracaibo, portando calore e allegria nel cuore d’Italia.

Un abbraccio che unisce

Per la comunità venezuelana, la Feria è molto più di una festa: è un luogo di resilienza e riconnessione. In un contesto migratorio spesso difficile, rappresenta un rifugio emotivo, un punto d’incontro dove ritrovare sé stessi e gli altri. 

La “Chinita” è il simbolo di un abbraccio materno, che riunisce i suoi figli lontani e rinnova la loro fede e la loro speranza. 

L’Associazione Viva Venezuela in Italia opera anche come ponte di solidarietà e cultura: sostiene progetti sociali in Venezuela, invia aiuti umanitari e offre supporto ai connazionali in Italia. La sua missione è chiara — preservare la “venezolanidad” e favorire il dialogo con la cultura italiana. 

In definitiva, la Feria de la Chinita non è solo una celebrazione: è un inno alla memoria, alla fede e alla speranza. 

Ogni nota di gaita, ogni profumo di arepa e ogni sorriso condiviso ricordano che, anche lontano, il cuore del Venezuela continua a battere forte, unito sotto lo sguardo amorevole della Madonna di Chiquinquirá.

Articolo di Marian Gutierrez.

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