Imprenditrice, artista e regista venezuelana, Joanna Nelson è una delle voci più interessanti del cinema indipendente latinoamericano contemporaneo. Attraverso la sua casa di produzione Vannel Productions, porta avanti un cinema personale, coraggioso e profondamente legato alla realtà venezuelana, affrontando allo stesso tempo le difficoltà strutturali dell’industria audiovisiva globale.
«Sono un’imprenditrice appassionata e un’artista multifacetica», racconta Nelson. «Da piccola canto, ballo, dipingo, recito, scrivo, e allo stesso tempo mi ha sempre attratto il mondo del business. Seguendo l’intuizione e la passione per le arti, con molta disciplina e determinazione, sono arrivata a produrre e dirigere i miei stessi copioni».
Il cinema venezuelano tra crisi e visibilità
Parlando come produttrice, Joanna sottolinea come il cinema indipendente affronti oggi enormi ostacoli, soprattutto nella distribuzione. «È uno dei problemi principali per le industrie meno sviluppate, e quella venezuelana purtroppo è tra queste. In Venezuela in alcuni casi siamo persino tornati indietro: stiamo migliorando la legge sul cinema e i meccanismi finanziari, ma tutto si è fermato. Abbiamo accumulato debiti con fondi come Ibermedia, che aveva sostenuto decine di coproduzioni venezuelane».
Il suo film Hambre è stato tra gli ultimi a ricevere il supporto Ibermedia nel 2020. «Oggi in Venezuela non esiste praticamente un’industria cinematografica. Non abbiamo a chi vendere i contenuti internamente e fuori dal paese facciamo molta fatica. Non siamo presenti nei principali mercati internazionali, non c’è un vero investimento istituzionale nel posizionamento del cinema venezuelano».
Anche se lo streaming ha aperto nuove possibilità, resta un problema: emergere in mezzo a milioni di titoli. «C’è una sovrapproduzione mondiale di contenuti. Vendere grandi piattaforme come Netflix è difficile, e ancora più difficile è essere davvero visti».
Hambre e la sfida dell’auto distribuzione
Per questo Joanna ha scelto una strada alternativa. «Con Hambre abbiamo contattato più di 100 aziende senza ricevere risposta. Esiste una saturazione, un vero imbuto. Così abbiamo deciso di prendere in mano la distribuzione e fare una sorta di autodistribuzione in alcune regioni».
Il film è già passato in oltre 16 città nel mondo, tra festival, sale commerciali ed eventi privati. «Ogni proiezione è pianificata con settimane di anticipo, creando alleanze da zero e cercando un contatto reale con il pubblico locale. È un lavoro estremamente meticoloso».
La sua posizione è chiara: continuare a lottare per connettersi con il pubblico mantenendo una visione personale. «Essendo produzioni indipendenti, conservano davvero il mio stile e la mia voce».
Da Harina al cinema internazionale
Prima di Hambre, il progetto Harina ha segnato una svolta: oltre 60 festival internazionali. «È stato il progetto che mi ha spinto a entrare davvero nell’industria cinematografica internazionale. Mi ha permesso di viaggiare, capire come funziona il sistema, conoscere programmatori, distributori e produttori con cui oggi collaboro».
La forza delle coproduzioni
Hambre nasce da una coproduzione tra Venezuela, Italia e Cile. «È la dimostrazione che le coproduzioni funzionano. Nell’unione c’è la forza per realizzare grandi produzioni e affrontare la distribuzione internazionale».
Grazie a fondi come Ibermedia, Corfo e MIBACT, Nelson ha imparato molto: «Leggi cinematografiche, accordi bilaterali, strutture di budget, gestione culturale, come presentare progetti ai fondi. E soprattutto ho conosciuto persone straordinarie senza le quali il film non sarebbe stato possibile».
Formazione internazionale e identità autoriale
Joanna ha partecipato a scuole e laboratori in America ed Europa. «Mi hanno segnata come persona e professionista. Non tanto nel modo di raccontare, che nasce da un luogo personale e profondo, ma nel capire l’industria e come muoversi dentro di essa. Mi hanno insegnato a fidarmi della mia voce come autrice».
Queste esperienze le hanno anche permesso di creare una rete internazionale: «Amicizie con produttori e registi che mi raccontano come funziona il cinema nei loro paesi. Da quella realtà imparo molto».
Essere donna produttrice oggi
Non mancano le difficoltà legate al genere. «Esiste ancora molto machismo. A volte preferiscono parlare con un produttore uomo anche se io sono più preparata per rispondere. Si assume che, essendo donna, tu abbia meno esperienza».
Nelson sottolinea anche un altro problema: «A volte le stesse donne non si sostengono tra loro. Io ho deciso di fare il contrario: includere molte donne nel mio team e promuovere il lavoro delle colleghe. Il supporto morale è semplice ma fondamentale».
Sale, streaming e patrimonio culturale
Sul futuro del cinema, Joanna osserva una ripresa delle sale in alcuni paesi dopo la pandemia, ma riconosce che per il cinema indipendente competere con i blockbuster è difficile per via dei budget di marketing.
«Il trend resta lo streaming, dobbiamo essere presenti su quante più piattaforme possibile. Nei festival ormai vengono selezionati anche film Netflix. Ma bisogna proteggere il cinema indipendente come patrimonio culturale, per mantenere la varietà delle voci artistiche».
Le storie del futuro
Nelson continua a raccontare il Venezuela. «Mi interessa sviluppare storie che mi hanno segnata. Ho un progetto su una venezuelana in Europa e sulla ricostruzione dell’identità dall’esilio. Mi muove anche molto il tema della donna, con diversi documentari in sviluppo».
Un messaggio ai giovani creatori
Il suo messaggio finale è diretto: «Create. Non frustrati per una porta chiusa o per una critica soggettiva. Imparate da chi vi ispira, ma cercate il vostro cammino. Sostenete l’industria locale e fate parte della ricostruzione, non della distruzione. Ai venezuelani dicono: insieme torneremo ad avere cinema in Venezuela».
Hambre arriva in Italia: le date della proiezione
Il percorso internazionale di Hambre continua anche in Italia. Il film di Joanna Nelson sarà presentato in diverse città con una serie di proiezioni speciali che porteranno il cinema venezuelano direttamente al pubblico italiano.
L’anteprima a Milano è fissata per il 22 di questo mese alle ore 21:15 presso il Cinema Ariosto, in Via Lodovico Ariosto, 16.
Il tour prosegue con le seguenti date:
● 15 – Varese, ore 21:00 – Cinema Teatro Nuovo
● 16 – Folgaria, ore 18:30 – Cinema Teatro Paradiso
● 17 – Folgaria, ore 21:00 – Cinema Teatro Paradiso
● 18 – Folgaria, ore 20:30 – Cinema Teatro Paradiso
● 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio – Roma – Cinema delle Province
Come spiega la stessa Nelson, ogni proiezione è pensata come un incontro diretto con il pubblico, parte di quella strategia di autodistribuzione che permette al film di continuare a vivere oltre i circuiti tradizionali.
Articolo di Marian Gutierrez.
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