Da Mendoza a Milano: Don Juan racconta El Enemigo in tre calici

Tre vini in degustazione per raccontare una delle cantine più interessanti dell’Argentina contemporanea, tra freschezza, struttura e visione territoriale.

C’è un momento, durante una degustazione, in cui capisci che stai bevendo qualcosa di diverso. Non più intenso, non più ricco — semplicemente più preciso. È successo da Don Juan Milano, in una serata dedicata a El Enemigo, una delle cantine argentine che negli ultimi anni ha cambiato il modo in cui si parla di vino di alta gamma dall’altra parte dell’oceano.

Tre vini in tavola, tre registri diversi, un filo conduttore molto chiaro: l’altitudine come scelta di campo, non come dato geografico.

El Enemigo nasce a Mendoza come progetto di Adrianna Catena e Alejandro Vigil. La loro idea di partenza è semplice da enunciare e difficile da realizzare: fare vini argentini che non cercano di stupire con la potenza, ma di raccontare il territorio con la precisione. Il cuore produttivo è Gualtallary, nel distretto di Tupungato — suoli calcarei, rocciosi, aria rarefatta, escursioni termiche importanti. È lì che i vini trovano quella tensione che li distingue.

La serata si è aperta con lo Chardonnay, e già dal primo sorso si capisce l’intenzione. Niente rotondità compiacente, niente legno in primo piano. Una freschezza minerale, tesa, quasi tagliente, che rimanda direttamente al territorio da cui viene: vigneti a 1470 metri, fermentazione in botti da 500 litri, una cura maniacale per l’acidità naturale.

Il secondo vino è il El Enemigo Malbec 2022, blend di 90% Malbec e 10% Cabernet Franc, affinato per 15 mesi. Il frutto c’è, la struttura pure, ma tutto è trattenuto, calibrato. Niente dell’esuberanza immediata che spesso si associa all’Argentina — piuttosto un sorso misurato, che si apre lentamente nel bicchiere.

A chiudere il percorso è arrivato il Gran Enemigo 2019 — blend bordolese con Malbec, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, 18 mesi di maturazione. Densità, stratificazione, una chiusura lunga. Un vino che cambia mentre lo si beve, che chiede tempo e lo restituisce in sfumature.

Tre vini, un’ora abbondante, un’idea di Argentina che vale la pena conoscere. El Enemigo non fa vini facili — fa vini onesti. E da Don Juan, quella sera, l’altitudine si è sentita davvero.


Don Juan Ristorante Argentino Via Altaguardia 2, 20135 Milano.

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